Scrivere a mano o al computer? Non mi ero mai posto il problema. Sono anni che scrivo al PC. Era l’unico mezzo contemplato. La penna era relegata alla firma e ai pochi appunti sparsi sull’agenda.
Qualche giorno fa il computer ha smesso di funzionare. Sono stato costretto a prendere in mano una penna e un blocco per gli appunti; e ho iniziato a scrivere.
La prima cosa che ho sentito è il dolore fisico. Il polso, dopo appena una paginetta, era bloccato. La seconda cosa che ho notato era lo stile: diverso, più sperimentale, probabilmente più sconclusionato ma di certo più creativo. Da quella volta ho iniziato a scrivere ogni giorno una pagina nel block notes.
Interessato a capire le differenze tra la scrittura a mano e quella a tastiera, sono andato a cercare alcune informazioni al riguardo. Ho trovato due articoli, entrambi interessanti e diametralmente opposti.
Nel primo articolo, Anne Trubek, racconta la storia della scrittura a mano. E’ un articolo pieno di spunti interessanti, ma quello che mi ha colpito è che l’autrice sostiene che nel prossimo futuro, la scrittura a mano è destinata a scomparire.
Scomparirà perchè troppo lenta; perchè non riesce a stare al passo con la rapidità di pensiero che la scrittura con la tastiera ha consentito.
Inoltre, continua la Trubek, scrivere più velocemente ci consentirà, non di pensare più velocemente, ma di avere più tempo per farlo.
Nel secondo articolo invece (l’originale pubblicato sul guardian non è più disponibile), Umberto Eco, evidenzia l’importanza della scrittura a mano; importanza dovuta alla sua lentezza. Lentezza che ci consente di pensare con calma e quindi di trovare parole più adatte e pensieri più precisi ed efficaci.
La questione della velocità della scrittura con la tastiera non un problema che mi riguarda; nonostante trascorra diverse ore davanti al PC la mia velocità di scrittura non è elevata e, soprattutto, la percentuale di errori di battitura è ancora molto alta, il che mi costringe a ritornare indietro ogni decina di parole per correggere.
Inoltre, non sono in grado di scrivere senza togliere lo sguardo dalla tastiera, il che non mi consente di vedere in tempo reale quello che scrivo. Sono costretto ad alzare lo sguardo verso lo schermo e poi ritornare sulla tastiera; pochi mllisecondi ma che fanno perdere continuità nel gesto. Continuità che invece è di centrale importanza nella scrittura a mano, che come dice Eco, ci allena ad una coordinazione fra mano e occhi.
Se diamo importanza solo alla velocità, in futuro, i software di riconoscimento vocale la faranno da padrone. Questi software ci consentono di scrivere in tempo reale i pensieri che affollano la mente.
Ma può essere considerata scrittura la trascrizione dei nostri pensieri?
Non nascondo che, dopo aver provato e riassaporato la scrittura a mano, non posso che concordare con Eco. Non mi interessa scrivere velocemente e avere tempo per pensare quando la mia scrittura e i miei pensieri sono confusi.
Come dice il filosofo Remo Bodei:
bisogna essere veloci senza perdere la lentezza



