“Hai sentito che caos a Rosarno?”
“Come no…ma guarda, non voglio entrare nel merito della discussione, anche perché alla fine si dicono sempre le stesse cose, e poi sai come la penso.”
“Si si certo.”
“Ecco, però ieri stavo leggendo un libro di neuroscienze e…”
“E che c’entra?”
“Infatti, in teoria niente, però sai, in un capitolo venivano spiegati i neuroni specchio”
“Neuroni specchio?”
“Si esatto, i neuroni specchio sono cellule del cervello che si attivano, ad esempio, quando osserviamo qualcuno fare un’azione o facciamo noi quell’azione…”
“Mm…interessante”
“Molto, anche perché grazie ai neuroni specchio possiamo imitare gli altri e imparare da loro”
“Scusa ma non capisco cosa c’entra con Rosarno?”
“Ci sto arrivando…insomma questi neuroni stanno alla base dell’empatia, che si fonda come sai, sull’ascolto e sulla comprensione dei sentimenti e dei bisogni dell’altro. Solo che l’empatia è qualcosa di genetico, biologico. Non è con uno sforzo intellettuale che possiamo attivare i nostri neuroni specchio, capisci?”
“Quindi?”
“Quindi entriamo in sintonia meglio con persone della nostra razza, del nostro ceto sociale eccetera eccetera; ma come facciamo ad entrare in empatia con persone totalmente diverse da noi?”
“Insomma, mi par di capire che non c’è via di uscita?
“Ecco, è proprio questo il punto. La via c’è, almeno pare. Studi recenti affermano che tramite esercizi di potenziamento cognitivo, potremo sviluppare la capacità di entrare in sintonia con l’altro…non so se capisci? Vuol dire che in un futuro, saremo in grado di modificare il comportamento dei nostri neuroni per poter convivere meglio con gli altri. E molto probabilmente il razzismo sparirà”
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