Le abilità necessarie per affrontare il nuovo millennio

by Marco Dal Cin on 23 febbraio 2010

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In un recente articolo, Cathy Davidson, propone una lista delle 10 abilità necessarie per affrontare il nuovo millennio. Le più significative, a mio avviso, sono:

  • L’attenzione;
  • La collaborazione;
  • Lo sviluppo di un pensiero critico;
  • La capacità di appendere, disimparare e riapprendere;

Questa lista mi ha fatto ricordare che Edgar Morin aveva proposto, circa una decina di anni fa, i sette saperi necessari all’educazione del futuro. Una delle parti più lungimiranti era quella relativa all’inatteso. (Un esempio di inatteso è il quadro  di Magritte: l’impero della luce)

Aggiungerei dunque un’ulteriore abilità alla lista Cathy Davidson, cioè quella di:

  • Affrontare le incertezze

Riporto alcuni passi tratti da: Edgar Morin: I sette saperi necessari all’educazione del futuro, Raffaello Cortina Editore, Milano 2001 :

L’inatteso ci sorprende. Il fatto è che ci siamo installati con troppo grande sicurezza nelle nostre teorie e nelle nostre idee, e che queste non hanno alcuna di accoglienza per il nuovo. Il nuovo spunta continuamente. Non possiamo mai prevedere il modo in cui si presenterà, ma dobbiamo aspettarci la sua venuta, cioè attendersi l’inatteso. E, una volta giunto l’inatteso, si dovrà essere capaci di rivedere le nostre teorie e idee più che far entrare con il forpice  il fatto nuovo nella teoria incapace di accoglierla veramente.

Una nuova coscienza comincia a emergere: il mondo umano, messo ovunque a confronto con le incertezze, e trascinato in una nuova avventura. Dobbiamo imparare ad affrontare l’incertezza è per questa ragione che l’educazione deve riconoscere le incertezze legate alla conoscenza …

La conoscenza è dunque proprio l’avventura incerta, che comporta in se stessa e permanentemente il rischio di illusione e di errore.

Ora, è nelle certezze dottrinali, dogmatiche e intolleranti che si annidano le peggiori illusioni; al contrario, la coscienza del carattere incerto dell’atto cognitivo costituisce un’opportunità di giungere a una conoscenza pertinente la quale richiede esami, verifiche e convergenze degli indizi.

Il pensiero deve dunque armarsi e agguerrirsi per affrontare l’incertezza. Tutto ciò che comporta possibilità comporta rischio, è il pensiero deve riconoscere le possibilità dei rischi come i rischi delle possibilità.

L’abbandono del progresso garantito dalle “leggi della storia” non è la rinuncia al progresso, ma il riconoscimento del suo carattere incerto e fragile. La rinuncia al migliore dei mondi non è per nulla la rinuncia a un mondo migliore. Nel corso della storia, abbiamo visto spesso, ahinoi, che il possibile diventa impossibile e possiamo intuire che le possibilità umane più ricche restano ancora impossibili da realizzare. Ma abbiamo anche visto che l’insperato diventa possibile e si realizza; abbiamo spesso visto che si realizzano improbabili è più che probabile. Occorre dunque sperare nell’insperato e operare per l’improbabile.

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