Quarto appuntamento con il dottor Fausto, dopo la lettura veloce , il magnetismo personale e le strategie di persuasione. Oggi abbiamo posto al dottor Fausto alcune domande relative alla scrittura e il web.
Ritiene che con l’avvento dei blog la scrittura sia cambiata?
Prima dello sviluppo di Internet, la scrittura aveva un peso minore nella vita delle persone. Di solito chi scriveva in modo continuativo lo faceva per professione. Sono cresciuto in un mondo dove la scrittura era meno importante di ora. La TV e la radio erano gli unici mezzi di comunicazione usati dalle persone. Si usava prevalentemente la lingua parlata per comunicare, non quella scritta. Walter Ong parlava di oralità di ritorno.
Pare che la scrittura quindi sia tornata la centro degli interessi delle persone?
Ora, grazie ai blog, le persone stanno scoprendo il piacere di scrivere. Le persone scrivono in rete e scrivono tanto. Non solo i giovani, i cosiddetti nativi digitali. Il mondo accademico è ancora un po’ sospettoso, ma molti intellettuali si stanno avvicinando questo mezzo e ne stanno scoprendo le potenzialità.
I blog possono essere una buona palestra di scrittura?
I blog sono degli strumenti molto importanti; ci spingono a scrivere e spingono a scrivere anche le persone che altrimenti non lo farebbero. Se pensiamo poi che la scrittura è un esercizio decisivo per la formazione dei pensieri, possiamo intuire l’importanza dei blog.
Scrivere è un’ arte, e per dominarla è necessaria tanta pratica. Il blog ci costringe ad un impegno costante.
Secondo lei, il modo di scrivere è cambiato con i blog? O meglio, nel web esistono regole diverse per scrivere?
Il modo di scrivere con i nuovi media inevitabilmente cambia. La scrittura assume la forma della conversazione. Nel web, per ragioni tecniche, i concetti devono esser espressi in modo diretto, e semplice. È una scrittura contaminata dall’oralità. Scriviamo come parliamo. Come in un dialogo. Diretti al punto. Altrimenti nessuno riuscirebbe a leggerci, non per scarsa volontà ma per la peculiarità del mezzo. Il nostro cervello e i nostri occhi faticano a esplorare un testo denso e pieno di farsi complesse. Il testo deve essere, come insegna Jacob Nielsen, “scannable“. Gli intellettualismi, le frasi piene di subordinate non sono adatte al web. Per quel tipo di scrittura esistono già i libri.
Per concludere ci potrebbe dare dei consigli per scrivere un testo efficace?
- Titoli e sottotitoli brevi che sintetizzino bene l’argomento trattato;
- L’informazione deve essere immediatamente rintracciabile. Andare diretti al punto, senza troppe spiegazioni; (per andare in profondità possiamo usare i link, o verso nostri post precedenti o verso siti di approfondimento)
- Utilizzo consapevole delle parole chiave, che vanno sottolineate con il neretto;
- Suddividere il testo in blocchi concettuali, ogni paragrafo un concetto (Chunks);
- Cercare di evitare il più possibile al lettore lo scrolling della pagina. Nella sostanza scrivere post brevi, essenziali, coincisi ed informativi.



