La cultura di massa secondo Umberto Eco

by Marco Dal Cin on 2 aprile 2010

Umberto Eco, cultura di massa, apocalittici e integrati, capitalismo, mass media

Riporto alcuni brani sulla cultura di massa tratti da un classico di Umberto Eco, Apocalittici e integrati:

La cultura di massa sotto accusa

I mass media si presentano quindi come lo strumento educativo tipico di una società a sfondo paternalistico, in superficie individualistica e democratica, sostanzialmente tendente a produrre modelli umani etero diretti. Visti più a fondo appaiono una tipica “sovrastruttura di un regime capitalistico” usata a fini di controllo e di pianificazione coatta delle coscienze. Infatti mettono apparentemente a disposizione i portati della cultura superiore ma svuotati dell’ideologia e della critica che li animava. Assumono i modo esteriori di una cultura popolare.

Ma anziché crescere spontaneamente dal basso vengono imposti dall’alto ( e della cultura genuinamente popolare non hanno i sali, gli umori, la vitalissima e sana volgarità). Come controllo delle masse svolgono una funzione che in certe circostanze storiche avrebbero svolto le ideologie religiose. Mascherano questa loro funzione di classe manifestandosi invece sotto l’aspetto positivo della cultura tipica di una società del benessere dove tutti hanno le stesse occasioni di cultura in condizioni di perfetta uguaglianza. (pag 39 punto q)

Difesa della cultura di massa

La cultura di massa non è tipica di un regime capitalistico. Nasce in una società in cui tutta la massa di cittadini si trova a partecipare a pari diritti alla vita pubblica, ai consumi , alla fruizione delle comunicazioni; nasce inevitabilmente in qualsiasi società di tipo industriale. Ogni volta che un gruppo di potere, un associazione libera, un organismo politico o economico si trova a dover comunicare alla totalità dei cittadini di un paese, prescindendo dai vari livelli intellettuali, deve ricorrere ai modi della comunicazione di massa e subisce le regole inevitabili della “adeguazione alla media”.

La cultura di massa è propria di una democrazia popolare come la Cina di Mao, dove si svolgono le polemiche politiche per mezzo di grandi cartelloni a fumetti; tutta la cultura artistica dell’Unione Sovietica è una tipica cultura di massa, con tutti i difetti di una cultura di massa, tra i quali il conservatorismo estetico, il livellamento del gusto sulla media, il rifiuto delle proposte stilistiche che non corrispondono a ciò che il pubblico già si attende, la struttura paternalistica della comunicazione dei valori. (pag 40 punto a)

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